24/05/2013
La terapia sclerosante o scleroteraopia, per gli arti inferiori
La terapia sclerosante o scleroterapia è una tecnica medica utilizzata per ridurre le teleangectasie degli arti inferiori: ovvero capillari visibili sulle gambe, di colore variabile dal rosso vivo al blu/ verde scuro, che sebbene siano collegati al sistema venoso, non svolgono alcun ruolo funzionale essenziale.
La terapia sclerosante avviene mediante l’iniezione di un liquido “irritante” (in genere polidocanolo) che produce la coagulazione dei vasi trattati e il loro conseguente assorbimento.
Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo di teleangectasie, troviamo:
- Ereditarietà genetica
- Gravidanza o altri eventi che comportino delle alterazioni ormonali
- Aumento di peso
- Attività che comportino una prolungata stazione eretta o viceversa eccessivamente sedentaria
- Alcuni farmaci
Le teleangectasie possono assumere aspetti diversi: ramificazioni o vasi singoli lineari, questi ultimi comuni nella cavità del ginocchio. Si presentano spesso in correlazione con le vene varicose, solitamente di colore bluastro, più grandi, più profonde. In caso di teleangectasie correlate ad un’importante insufficienza venosa, la terapia sclerosante è di sicuro insuccesso, e può essere necessario l’intervento del chirurgo vascolare.
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23/05/2013
Cortisolo, ormone dello stress, e rischio cardiovascolare
Lo stress è stato a lungo associato con un maggior rischio di malattia cardiovascolare. Il cortisolo è un ormone, noto marcatore (indicatore) di stress.Misurare il cortisolo presente nei capelli fornisce, secondo alcuni studiosi, un modo per conoscerne in maniera più approfondita gli effetti. La dottoressa Laura Manenschijn, MD, dell'Erasmus Medical Center in Olanda, e colleghi hanno studiato alcuni pazienti con livelli di cortisolo rilevato nel cuoio capelluto, per valutarne il rischio di malattie cardiovascolari. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.
"Perché il cuoio capelluto può acquisire informazioni su come i livelli di cortisolo siano cambiati nel corso del tempo, l'analisi dei capelli ci offre uno strumento migliore per valutare questo rischio," ha detto la dottoressa Manenschijn in una intervista.
In generale, i livelli di cortisolo capelli erano significativamente più bassi nelle donne che negli uomini (21 pg / mg versus 26,3 pg / mg, P <0,001).
La dottoressa Manenschijn e colleghi hanno trovato che le persone con livelli più alti di cortisolo avevano un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Non solo, questi pazienti presentavano anche un aumento del rischio di malattia coronarica e malattia arteriosa periferica. I pazienti con elevati livelli di cortisolo avevano inoltre un maggior rischio di diabete di tipo 2.
I ricercatori hanno concluso che livelli elevati di cortisolo sul lungo periodo rappresentano un importante indicatore di rischio cardiovascolare, e possono essere utilizzati come una spia, un indicatore, per iniziare strategie di prevenzione.
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22/05/2013
Esiste una relazione tra ottimismo e profilo lipidico?
Per rispondere a questa domanda è stato condotto uno studio MIDUS, avviato nel 1995 su 990 uomini e donne statunitensi di età compresa tra i 25 e i 74 anni, con lo scopo di valutare le relazioni tra fattori psicosociali, invecchiamento e stato di salute.
Contemporaneamente sono state considerate le variabili relative a: abitudine al fumo, tipo di alimentazione, consumo di alcolici, BMI, patologie importanti, croniche o pregresse. Tutti questi punteggi sono stati poi associati al profilo lipidico: colesterolemia totale, LDL, HDL, trigliceridemia.
Gli autori hanno riscontrato che ad ogni aumento di una deviazione standard del punteggio dell’ottimismo corrispondeva un miglioramento della lipidemia con un incremento di 1 mg/dL delle HDL e una riduzione del 3% dei livelli di trigliceridi.
Nessuna correlazione è stata invece messa in luce tra ottimismo e colesterolemia totale o LDL.
L’associazione favorevole tra visione positiva e lipidi circolanti può essere spiegata con il migliore stile di vita che generalmente caratterizza chi ha un profilo lipidico favorevole e un BMI adeguato.
Fonte: Department of Society, Human Development, and Health, Harvard School of Public Health, Boston, Massachusetts
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20/05/2013
Chi fa sport produce più radicali liberi, ma...
Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo – Prof. Luigi Iorio
in particolare: Capitolo 5. Il d-ROMs test in Medicina dello Sport. Rassegna di studi clinici
L’attività fisica sembra essere al centro di un nuovo “paradosso” scientifico, dopo quello francese, denominato “il paradosso dello sport”; infatti, a seconda di come viene svolta, essa può essere sia potente arma preventiva che causa di patologia.
Quando si parla di esercizio fisico incongruo, ci si riferisce sia alla carenza che all’eccesso di attività. Per esempio, la vita sedentaria favorisce il sovrappeso e l’obesità, condizioni, entrambe, che tendono ad associarsi a livelli mediamente più elevati di ROM nel siero rispetto a quanto riscontrato nei soggetti normopeso.
A questo proposito, uno studio comparativo ha dimostrato che un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30, una condizione che corrisponde ad un’obesità di I° grado secondo la classificazione dell’OMS, si associa a valori del d-ROMs test significamene più elevati di quelli rilevati nel gruppo normopeso di controllo (BMI<23), a parità di ogni altra condizione. D’altra parte, diverse discipline sportive che comportano un considerevole impegno muscolare, per l’intensità e/o per la durata dello sforzo, si accompagnano costantemente a variazioni dei livelli i marcatori biochimici di stress ossidativo che, in taluni casi, persistono anche dopo la prestazione atletica o l’impegno agonistico. Così, anche se bisogna bisogna distinguere tra dilettanti e professionisti e, soprattutto, fra soggetti allenati e soggetti non allenati, l’attività fisica eccessiva costituisce un innegabile quanto significativo fattore di rischio di stress ossidativo.
Test al cicloegometro
Studi condotti su soggetti in buone condizioni di salute hanno dimostrato che dopo esercizio fisico moderato i valori del d-ROMs test tendono ad aumentare significativamente rispetto a quelli osservati in condizioni di riposo, senza superare, tuttavia, il valore soglia di 350 U CARR (pari a 28.00 mg H 2 O 2 /dL); tuttavia, gli atleti correttamente allenati presentano livelli sierici di ROM mediamente più bassi di quelli rilevati nei soggetti non allenati. Dopo sforzo massimale (test al cicloergometro), invece, i valori del d-ROMs test aumentano indiscriminatamente, cioè indipendentemente dall’allenamento, superando la soglia sopra indicata di 350 U CARR.Tuttavia, un’ora dopo tale sforzo, mentre i soggetti regolarmente allenati tornano rapidamente ai loro valori, e comunque al di sotto di 300 U CARR, i soggetti non allenati mantengono più persistentemente elevati nel tempo i propri livelli sierici di ROM (>350 U CARR). Risultati analoghi sono stati riscontrati in uno studio condotto su 10 volontari sottoposti allo stesso test fino alla comparsa di crampi o dolori muscolari.
Questi dati suggeriscono che l’esecuzione regolare del d-ROMs test può essere utile nel “calibrare” l’allenamento e rendere possibili sforzi muscolari più prolungati agli atleti senza aumentare il rischio di lesioni da radicali liberi.
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6 alimenti salutari, poco considerati
Non tutti sanno quali cibi occorre privilegiare e quali evitare per avere un’alimentazione il più possibile sana ed equilibrata. Consigli su una corretta alimentazione sono disponibili in questa sezione. Guava
Guava è uno dei frutti più salutari che si possono trovare: ha un’alta concentrazione di vitamine e minerali che aiutano a rafforzare il sistema immunitario, contiene un’elevata quantità di potassio (+63% rispetto alla banana) e contiene licopene, un antiossidante che aiuta a contrastare i radicali liberi.
I mirtilli freschi forniscono le migliori vitamine e minerali, ma non sempre è possibile trovarli in commercio. Si possono dunque acquistare mirtilli congelati disponibili durante tutto l’anno. Forniscono una sana dose di antiossidanti e sono molto ricchi di fibra alimentare.
Poco gradito da molte persone, il cavolo è ricco di sostanze nutritive, in particolare antiossidanti. Alcuni studi affermano che il cavolo possiede importanti proprietà preventive verso il cancro.
Un altro ortaggio poco amato, ma ricco di sostanze nutritive, tra cui l'acido folico, fondamentale per le donne in gravidanza. Alcuni studi affermano che anche le barbabietole possiedano importanti proprietà preventive verso il cancro.
Un altro prodotto poco consumato è la zucca. Molto più popolare durante la festa di Halloween che per le sue proprietà nutritive, la zucca contiene molta fibra, importante per favorire la digestione. Inoltre ha pochissime calorie, ed è ideale per chi è attento al peso.
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